Con alcuni dettagli di misure “reali” …

Recentemente ho acquistato il finale EPX4000 per pilotare le mie due unità bassi basate sul Woofer CIARE HW380 (si si è un componente della linea Home … ahahah ), le cui specifiche prevedono una potenza RMS di 300W ed una massima di 500W; prima di questo avevo acquistato un EPQ2000 per pilotare un “vecchio” CIARE PW322 da 12”

Questi finali appartengono ad una recente linea di amplificatori “tradizionali”, con l’unica differenza che la EPQ non prevede il funzionamento su carichi pari a 2Ohm stereo e 4Ohm a ponte, e rappresentano i modelli di punta delle rispettive serie; in sostanta sono le ultime due linee di amplificatori “analogici” mentre l’ultima in termini di tempo è la iNuke basata su amplificatori digitali (che non mi piacciono).

Prima di passare ai dettagli dei due amplificatori, con particolare riferimento all’ EPX4000 vorrei spendere alcune parole sul modo che usa behringer per dichiarare la potenza dei sui amplificatori da un po’ di tempo a questa parte, frutto di esperienze su modelli un po’ meno recenti (EP2000) e su una lunga discussione avuta con il loro supporto; prima di tutto mi è stato riferito che le condizioni di test sono “ideali”, per cui ho dedotto che si affidino ai 230V stabilizzati. In seconda istanza alcuni modelli presentano dichiarazioni del tipo “XOhm per channel, stereo” ed in questo caso, confermato dal supporto, si tratta della massima potenza in configurazione stereo con 1 canale in funzione; devo essere sincero che per l’ EPQ2000 mi sono trovato un po’ spiazzato.

Detto questo ecco di seguito le specifiche dei due amplificatori:

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Come si può vedere il’ EPX4000 viene dichiarato per 530W RMS su 8Ohm con entrambe i canali in funzione; a breve vedremo come sia un valore un po’ troppo ottimista; andando un po’ indietro nel tempo possiamo notare come per il vecchio EP1500 le specifiche coincidessero con il dato reale misurato, come su può vedere in questo test. Stessa cosa per l’EP2500, testato più avanti. Con i modelli successivi invece, come l’ EP2000 che avevo, Behringer ha iniziato ad andare alla deriva con le dichiarazioni sulla potenza RMS, e ad oggi si può considerare la potenza reale praticamente il 20% in meno di quell dichiarato per modelli tipo l’ EPQ (“XOhm per channel, stereo”) e circa il 15% in meno per modelli tipo l’ EPX (“Stereo, both channels driven”). Quindi al momento dell’acquisto dell’ EPX, memore delle precedenti esperienze con l’ EPQ, sono partito per l’acquisto pensando ad un ampli da 450W/8Ohm contro i 530W dichiarati

Detto questo posso confermare come entrambe i modelli siano di buona fattura nonostante l’assemblaggio cinese, seppur utilizzino componenti di qualità mediocre per i condensatori (DECON o XUNDA) e discreta per gli integrati (JRC4580, usati anche nella serie CPX di Crest); per contro i QSC, ai quali i Behringer fanno praticamente capo, usano condensatori ELNA e il famosissimo e affidabilissomo NE5532. Con un minimo di spesa ed un po’ di lavoro con il saldatore si potrebbero sostituire i condensatori di filtro sull’alimentazione e gli integrati con un notevole guadagno in termini di qualità, e magari anche qualche integrato; ma questa è tutta un altra storia … o un altro blog Smile

Vediamo alcune immagini dell’ interno dell’ EPX4000

questa in sistanza conferma che l’EPX4000 non è nient’altro che una “rimarchiatura” dell’ EPX3000, ed infatti le specifiche sono praticamente coincidenti; si noti anche il riferimento all’ EPX2000 sulla scheda (adesso EPX2800).

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Qui vediamo il dettaglio delle tensioni di alimentazione, 65V/100V che esprimono i valori a vuoto; si tratta in sostanza degli stessi valori riportati negli schemi dei QSC CX-702 e DCA-2422, dichiarati per 425W/8Ohm e 700W/4Ohm (tenete bene in mente questi valori).  Per l’EPQ2000 i valori sono 55V/85V ( a vuoto le tensioni di alimentazione risultano 55V/95V, probabilmente sotto carico l’ EPQ2000 scende di circa 10V), ma non ho trovato uno schema equivalente sul sito QSC; viste anche le dimensioni e le caratteristiche tecniche dovrebbe ispirarsi alla serie GX.

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Questi sono i condensatori principali sull’alimentazione ad alta tensione, 4×2200 in serie a coppie, come su molti modelli QSC, mentre l’ EPQ2000 ne presenta solo 2 da 1500uF

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Dettaglio dei condensatori di alimentazione sulle due tensioni 65V/100V: un totale di 16 condensatore da 470uF mentre i QSC CX e DCA ne hanno 20 in totale, ma data la frequenza di lavoro la differenza in termini di capacità di pilotaggio è minima. Chissà se cambia qualcosa sostituendoli con dei PANASONIC a bassissima impedenza Smile

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in ultimo il dettaglio del tunnel di raffreddamento, leggermente rastremato all’uscita, probabilmente per compensare la minore velocità del flusso d’aria in quella posizione

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Dopo questa prima ispezione, eseguita il giorno stesso dell’acquisto ho collegato l’ EPX4000 all’oscilloscopo e le sue uscite ad un carico di 8Ohm composto da 4 resistenze da 2Ohm/50W in alluminio montate su un dissipatore, quindi un carico nominale di 200W: data la loro caratterisca con un “duty cycle” di 5s (on/of) il pacchetto può arrivare fino a 1000W. Nei miei test utilizzo per i segnali sinusoidali un ciclo di 5s On e 10s Off per cui il limite si sposta ancora più in alto.

Passiamo adesso ad alcuni dati che ho rilevato: utilizzando una sinusoide a 100Hz (troppo comodo fare i test ad 1Khz!) l’EPX4000 evidenzia i primi segni di clipping a 59.5V RMS con un carico di 8Ohm, il che si traduce in una potenza pari a 442W, e tutto torna con i425W/8Ohm Smile dei QSC citati prima; questa è anche la massima tensione che il limiter permette di erogare su 8Ohm. Poco dopo il test ho scoperto che in casa stava “girando” un phon … ad ulteriore conferma del test in condizioni “reali”.

Passando ad un carico di 4Ohm il clipping avviene a 54V RMS pari a 730W, tutto questo è un ulteriore conferma della coincidenza dell’ EPX4000 con le specifiche del CX-702 e del DCA-2422.

Visto i precedenti dati e le premesse fatte prima l’ EPX4000 mi sembra un buon “value for money”: 325€ da Lucky Music a Milano.

Riporto per completezza anche la potenza su 8Ohm che avevo rilevato tempo prima sull’ EPQ2000: ai primi segni del clipping siamo a 55.5V RMS pari a 385W contro i 500W dichiarati, ma ricordatevi come erano le specifiche; a proposito adesso l’ EPQ2000 lo portate via con 250€ e siccome mi aspetto almeno 550W circa su 4Ohm praticamente con 500€, se non avete problemi di ingombro, vi fate un finale stereo da piu di 1000W per canale (usandoli a ponte), a patto di usarlo solo su 8Ohm. Stesso discorso per l’ EPX4000 … circa 700€ per fare l’equivalente di un finale stereo da oltre 1400W RMS su 8Ohm…

Prissimamente aggiornerò il blog con le prove su 2Ohm per l’ EPX4000 e su 4Ohm per l’ EPQ2000, per completare anche in quadro delle potenze a ponte

Vediamo ora una piccola nota negativa che accumuna i due amplificatori e che ho potuto scoprire mentre li avevo sotto l’oscilloscopio; i due finali in questione, ma sicuramente anche gli altri modelli delle stessa serie, cosi come le “vecchie” serie EP e molti finali di altre marche (tranne i CPX di Crest e i PV di Peavey, che poi sono la stessa cosa e ragionevolmente anche gli altri modelli dello stesso gruppo) sono praticamente senza polarizzazione dei finali, o molto scarsa. Questo si traduce in una consistente distorsione di incrocio ed altrettanti elevati livelli di distorsione alle alte frequenze.

Questa è la sonusoide a 15Khz 2,83V RMS su 8Ohm presa sull’ EPQ2000, e quella dell’ EPX4000 è molto simile; si nota una consistente distorsione di incrocio…

A riconferma di tutto questo se guardiamo l’immagine di seguito, roportata da una prova del vecchio EP1500

ci accorgiamo come alle alte frequenza per effetto della scarsissima polarizzazione la distorsione è molto elevata, quasi il 2%; stesso discorso per l’ EP2500 che a 20Kz eroga circa 260W al limite dello 0,1% contro i 450W a 1KHz e 100Hz.

Se prendiamo ad esempio il Peavey PV2600 provato su un altro sito (praticamente identico al CREST CPX2600) notiamo come per effetto di una corretta polarizzazione la distorsione alle alte frequenze rimanga contenuta

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A fronte di tutto questo una volta aperto l’ EPQ2000 ho individuato il trimmer per la regolazione della corrente di riposo e con un tester collegato alle resistenze poste sui finali ho regolato il trimmer per avere una minima polarizzazione dei finali stessi: il risultato ottenuto è praticamente l’immagine seguente, dove la distorsione di incrocio è praticamente sparita

Questo intervento al momento l’ho fatto solo sull’EPQ2000, che viene utilizzanto nella gamma 80Hz-1,8KHz, mentre sull’ EPX4000 che pilota due unità bassi non ho ancora effettuato la modifica. Chi avesse una minima dimestichezza in elettronica può cimentarsi in questa operazione e settare un minimo di corrente di polarizzazione per migliorare in modo consistente la figura della distorsione alle alte frequenze di questi due amplificatori, bastano pochi mV, tra 3 e 5; ripeto non sono gli unici a soffrire di questo piccolo “difetto” …

Aggiornamento del 29/12/12

Come anticipato oggi ho misurato la potenza a ponte dell’ EPQ2000 su 8Ohm, utilizzando lo stesso metodo visto sopra, quindi 5s On e 10s Off; la tensione RMS raggiunta da ogni ramo (quindi l’equivalente di un carico di 4Ohm) prima del clipping è stata di 45,5V, quindi 91V RMS totali, equivalenti a poco piu di 1030W RMS su 8Ohm o circa 515W RMS su 4Ohm.

La cosa che ho notato durante il test è che con il limiter inserito con un minimo di “overdrive”, giusto per farlo intervenire, la tensione RMS dopo circa 2s scende a 43,5/43V quindi a circa 470/460W su 4Ohm o 940/920W a ponte su 8Ohm.

Un’ ulteriore piccola nota; la prova è stata eseguita usando una prolunga da 3m (cavo 3×2,5 mm2) collegata ad una ciabatta da rack (con cavo da 1,5m) che poi alimenta l’EPQ2000, quindi di nuovo in condizione d’uso reale. Inoltre ho notato che per tutta la durata del test, anche a varie potenze ma sempre abbastanza sostenute la ventola non ha aumentato ti velocità e l’aria in uscita era tiepida.

Aggiornamento del 30/01/13

l’ EPQ2000 da oggi è in vendita per passaggio a finale di potenza superiore: chi fosse interessato può contattarmi per i dettagli.

Nel frattempo, dopo avere ricablato l’unità di distribuzione dell’alimentazione presente nel rack, come descritto nell’ articolo sul Crest CC4000, ho rieseguito i test a ponte su 8Ohm ed i risultati sono stati interessanti, come si vede nella foto allegata.

Come si vede ai primi segni del clipping siamo a 98.6V RMS che corrispondono a 1215W (600W/4Ohm Stereo);con in limiter inserito la tensione in uscita viene bloccata praticamente a circa 96,5V, corrispondenti a circa 1165W (580W/4Ohm Stereo); praticamente circa il 10% in più di prima dell’intervento sul distributore, con la tensione di rete che è scesa da 238V a 232V misurata su una delle uscite del distributore stesso. Vorrei ricordare inoltre che la presa nel muro è comunque da 10A e sicuramente cablata con un cavo da 1mm2

Aggiornamento importante!

A partire da Windows 10 può capitare saltuariamente che gli aggiornamenti rimuovano il driver BassMidi, per cui poi è necessario reinstallarlo.

Nel frattempo da questo link potete scaricare una versione aggiornata del SoundFont che uso normalmente

Come avevo anticipato nel blog “Karaoke di qualità con Vanbasco” eccoci ora a discutere un ulteriore miglioramento nella riproduzione dei suoni sintetizzati a partire dai midi, il tutto ancora una volta senza versare alcun euro aggiuntivo, ma ricorrendo solo a materiale disponibile in modo gratuito (donazione spontanea a parte Smile ); in questo caso il risultato, a parte un po’ di pazienza richiesta nella configurazione, è davvero molto buono per quanto riguarda la qualità dei suoni sintetizzati, paragonabile, e anche superiore, a quella di sintetizzatori hardware dal costo di alcune centinaia di euro.

Nel post Karaoke di qualità con Windows senza componenti aggiuntivi accennavo ad un “evoluzione” nella riproduzione dei midi tramite l’utilizzo di Timidity++, che in sostanza è un sintetizzatore MIDI che fa uso di SoundFont; l’ho provato per diverso tempo ma il suo svantaggio principale è che praticamente occupa in memoria il doppio della dimensione del file .SF2 utilizzato, il che può risultare un po’ limitativo nei confronti di SoundFont di dimensioni consistenti.

In questo post parleremo del driver BassMIDI Driver, che utilizza le componenti BASS e BASSMIDI, unitamente ad una versione dello stesso driver modificata, e con caratteristiche aggiuntive che ho prodotto partendo dalla versione base, per evitare, in prima istanza, un problema durante la riproduzione “live” dei MIDI quando si fa uso di banchi dei suoni di dimensioni consistenti (come vedremo): la presenza di “strappi” durante il caricamento dei suoni, tanto più evidenti quanto meno performante è il PC che si usa.

La versione che ho prodotto prevede le seguenti differenze:

  • possibilità di precaricare in memoria tutti i banchi dei suoni in aggiunta al comportamento predefinito
  • possibilità di escludere gli effetti REVERB e CHORUS predefiniti del sistentizzatore MIDI (disabilitati di default)
  • possibilità di configurare gli effetti REVERB, CHORUS e COMPRESSOR nell’implementazione DirectX; questi effetti sono abilitati in modo predefinito e personalmente sembrano configurati senza “strafare”; il compressore ad esempio ha una soglia di intervento di –12dB con un rapporto 2:1 quindi non molto invasivo, ma utile.
  • impostazione della frequenza di campionamento dei suoni presenti nei banchi (44Khz il predefinito)
  • impostazione della frequenza di campionamento della scheda audio (44Khz il predefinito)
  • regolazione della polifonia fino ad un massimo di 256 voci (valore predefinito)

Allo stato attuale la modifica di questi parametri rispetto al valore predefinito richiede l’utilizzo del registro di configurazione (RedEdit); sto lavorando ad una piccola interfaccia che permetterà di apportare queste modifiche in modo più agevole (tempo permettendo).

Per come è stata compilata questa mia versione ho il sospetto che funzioni solamente su Vista e Windows 7, ma non su Windows XP; fatemi avere un feedback per cortesia.

Veniamo ora all’installazione e alla configurazione dell’ambiente:

  • Installare il driver BASSMIDIDRV prelevandolo da http://www.mudlord.info/bassmididrv/#bassmididriverdownloads; è necessario installare la versione 3.0 e non le precedenti, in quanto la mia modifica si basa su questa versione, e quelle precedenti avevano problemi di funzionamento con VanBasco. Il driver viene installato nella cartella C:\Windows\system32\bassmididrv (o C:\Windows\SysWOW64\bassmididrv per le versioni a 64Bit).
  • Installare la compoente BASS più recente da  http://www.un4seen.com/bass.html, sovrascrivendo quella presente nella cartella bassmididrvi descritta sopra
  • Installare la componente BASSMIDI piu recente prendendolo dall’elenco di Add-On http://www.un4seen.com/bass.html#addons, sovrascrivendo quella presente nella cartella bassmididrvi descritta sopra
  • Prelevare il SoundFont MySoundFont.SF2 da questa cartella ed estrarlo sul disco locale; la dimensione totale è di poco meno di 600Mb. Nella stessa cartella a breve sarà presente anche un banco dei suoni di dimensioni maggiori, circa 850Mb, diviso in strumenti e drumkit.
  • Utilizzare lo strumento di configurazione di BassMIDI (Configure BASSMIDI Driver) per applicare il SoundFont appena scaricato.
  • Aggiungere al registro di configurazione le informazioni presente nel file For32BitOS.reg per sistemi operativi a 32Bit oppure For64BitOS.reg per sistemi a 64Bit, prelevandoli sempre dalla cartella riportata sopra; questi file pressuppongolo l’installazione di windows nella cartella C:\WINDOWS, in caso contrario modificare opportunamente i valori.
  • Sovrascrivere bassmididrv.dll nella cartella C:\Windows\system32\bassmididrv (o C:\Windows\SysWOW64\bassmididrv per le versioni a 64Bit) con quella presente nella cartella già vista; vale quanto già visto sopra per l’installazione di Windows.
  • Nelle opzioni di VanBasco o del software che usate impostare il dispositivo di uscita su “BASSMIDI Driver”

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Con le impostazioni predefinite nel momento in cui selezionate il nuovo dispoditivo di uscita il drvier inizierà a precaricare il banco dei suoni, mentre agli avvii successivi lo farà al primo play.

Ecco nel dettaglio l’occupazione della memoria con il SoundFont che uso attualmente

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Il banco da 600Mb si comporta molto bene anche con sistemi con 2Gb di Ram, per quello da 850Mb vi consiglio di fare alcune prove; sul portatile che usa un mio amico per fare serate non da problemi, ma gli ho installato una versione di Windows 7 “ad hoc”, che fa il boot da un .VHD e non presenta nessun software precaricato all’avvio e simili. Per chi si vuole divertire funziona anche con la preview di Windows 8 Smile

I due banchi presenti nella cartella citata sopra sono stati costruiti partendo da elementi preesistenti con la sostituzione e la modifca di vari strumenti, ed il tutto ha richiesto numerose ore di ascolto e di affinamento, usando sia strumenti (e banchi) trovati gratuitamente in rete sia strumenti (.SF2) acquistati online ; il risultato attuale rispecchia naturalmente il mio gusto personale, e quello del mio amico, e non è detto che gli strumenti utilizzati in essi siano graditi a tutti.

Il banco da 850Mb oltre ad avere elementi diversi presenta anche differenze negli strumenti comuni per quanto riguarda alcuni parametri che ne determinano il comporamento ( Attack, Sustain, Decay Release, Modulation, ecc)

Comunque in rete si trovano diversi siti che forniscono gratuitamente sia banchi completi che i singoli strumenti: un buon punto di partenza può essere il seguente link http://www.synthfont.com/links_to_soundfonts.html; molto buoni i SoundFont SGM e Crisis riportati nel link sopra, mentre un altra fonte di SoundFont, con singoli strumenti è www.sf2midi.com

Nei prossimi giorni aggiungerò anche alcuni esempi di MIDI riprodotti con la configurazione predefinita di Windows, con la modifica al file GM.DLS già vista e poi con il driver BASSMIDI tramite i due banchi di suoni presentati in questo articolo.

Di seguito invece i dettagli dei parametri di configurazione che trovate nel registo di configurazione nel percorso HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\BASSMIDI Driver per Windows a 32Bit e HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\BASSMIDI Driver per Windows a 64Bit

  • Preload (0/1) determina se il banco dei sui viene precaricato all’avvio del software oppure se i suoni vengono caricati realtime. il valore predefinito è 0.
  • SampFreq determina la frequenza di campionamento dei suoni presenti nel SoundFont; il valore predefinito e 48000
  • AudioSampFreq determina la frequenza di campionamento della scheda audio ed il valore predefinito è 44100.
  • Poliphony determina il livello di polifonia dello stream MIDI, e di default è impostato a 256.
  • UseEffects (1/0) abilita o disabilità l’utilizzo degli effetti COMPRESSOR, CHORUS e REVERB nell’implementazione DirectX. Il valore predefinito è 1, se lo si imposta a 0 si abilitano CHORUS e REVERB MIDI predefiniti
  • UseChorus, UseCompressor, UseReverb (1/0) abilitano o disabilitano i relativi effetti DirectX; il vaolre predefinito è 1: NOTA: Il compressore può essere abilitato anche quando UseEffects è impostato a 0, dimodochè lo si possa usare anche con gli effetti MIDI predefiniti.
  • volume imposta il volume dello stream audio ed il valore predefinito è 10000.

I rimanenti parametri riguardano le impostazioni dei vari effetti ed il loro significato è spiegato nella documentazione della componente BASS al seguente link http://www.un4seen.com/doc/ (sezione BASS-> Effects –> Structures)

AGGIORNAMENTO AL 18/07/2012

Ho aggiornato la procedura di installazione, riportando i passi corretti, del momento che alcuni di voi mi hanno fatto notare alcune imprecisioni. Inoltre nella cartella https://skydrive.live.com/?cid=ED63F32772D65F20&id=ED63F32772D65F20%21521 ho copiato alcuni Screen Capture di VanBasco per presentrvi alcuni MIDI riprodotti con il driver in questione e l’ultima versione di SoundFont che sto utilizzando, e che vi fornirò nei prossimi giorni, appena finite ulteriori modifiche.  Con l’ultima versione di BASSMIDI rilasciata in questi giorni sto inserendo nel codice del sintetizzatore anche alcune migliorie, come l’incremendo del numero di voci a 500 e l’utlizzo (gestito da registry) della “Sinc Interpolation” per il campionamento dei suoni presenti nel SoundFont; con questo metodo la qualità audio dovrebbe migliorare ulteriormente ma a scapito di un incremento dell’ uso della CPU, che però al momento sto riscontrando essere minimo.

Aggiornamento del 15/01/2013

Ho copiato nella solita cartella una nuova versione della DLL, unitamente alle varie componenti di supporto aggiornate all’ultima versione disponibile, che vi consiglio di installare; il file si chiama BassMidi.RAR

Questa nuova versione visualizza un’icona nell’area di notifica dalla quale si accede a diversi paramentri di configurazione

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Come si vede adesso abbiamo a disposizione diverse configurazioni, che fino alla versione precedente richiedevano la modifica del registry (a parte la lista dei soundfont); per il Reverb ed il Chorus al momento è presente solo la possibilità di regolare il livello, ma in futuro dovrei riuscire ad inserire anche la possibilità di modificare paremetri come tempo, filtri, ed altri valori di configurazione (dimensione della finestra permettendo). La versione attuale non usa più Reverb e Chorus DirectX ma quelli standard MIDI. Inoltre se mantenete separato il file del Drumkit è possibile anche modificare il livello dello stesso, che non viene salvato, e il primo pulsante da destra sotto l’elenco dei suoni permette di ricaricarli senza uscire da VanBasco (qualche secondo di attesa), cosa che a me risulta molto comoda. Ricordatevi che questa DLL si basa sulla versione 3.0 del driver, e ad oggi dovete andare nel repository per scaricarlo; il link è questo http://kode54.net/bassmididrv/archive/

Ho realizzato anche un set di suoni di dimensioni inferiori al precedente, ma non per questo di minore qualità a mio giudizio, ed ho modificato il drumkit per rendere gli snare dello “Standard” un po’ più incisivi; la dimensione in memoria adesso è poco oltre i 510Mb ed i nuovi suoni comprendono anche diversi strumenti nei banchi successivi al primo.

Lo trovate in questa cartella SMALL in formato WinRar in modo da rendere più agevole l’estrazione.

Aggiornamento del 01/08/2013

Ciao a tutti, vi lascio prima delle ferie con un aggiornamento per quanto riguarda il banco dei suoni, come anticipato in alcune risposte, sia nei commenti che personali; il nuovo ha una dimensione di circa 1,4Gb e si trova in questa cartella 31072013 in formato .ZIP. Dal punto di vista tecnico ho sostituito alcuni strumenti, per altri ne ho modificato la modulazione e cambiato diversi default per quanto riguarda il “Reverb Send” ed il “Chorus Send”, in quanto alcuni erano proprio asciutti; ho iniziato inoltre ad espandere il numero degli strumenti per coprire la gamma GS (banchi 8, 16, 24) partendo da quelli che risultano in versione “Wet” o “Chorus” e altri strumenti che ho incontrato in alcuni MIDI.

Tenete presente che con l’impostazione predefinita “Preload Soundfonts” occorre sempre un tempo variabile tra i 30s ed i 60s per caricare i suoni, a seconda della velocità dei dischi; i possessori di PC con Hard Disk SSD non dovrebbero avere problemi nel disabilitare questa impostazione e caricare i suoni in realtime; in questo momento sto usando questa impostazione.

Sto anche valutando la possibilità di ridurre la dimensione dei suoni lavorando sulla frequenza di campionamento, quando possibile; si tratta in sostanza di effettuare un lavoro tramite un software RTA per identificare l’estremo superiore dei vari strumenti ed impostare una frequenza inferiore a 44KHz in base alla frequenza raggiunta.

Sono in arrivo anche novità per quanto riguarda il driver, di seguito alcuni screenshot

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Fondamentalmente ho tolto la gestione dei livelli di Reverb e Chorus, in quanto ho riscontrato che diversi MIDI impostano i loro livelli (e a volte anche il tipo) per cui ho ritenuto effettuare questa scelta; nei casi di evidenti esagerazioni negli effetti è meglio intervenire sui MIDI stessi con i comandi SysEx (magari lo vediamo in un’altro post).

Nella finestra principale di configurazione adesso è possibile modificare anche il livello della polifonia (realtime) e visualizzare alcune informazioni, tipo la modalità MIDI (GM, GM2, GS, XG), il numero di voci, aggiornato ogni 200ms, ed il livello di utilizzo del buffer dei campioni. Tramite i pulsanti “Compressor” ed “Equalizer” si accede alle relative finestre di configurazione.

Sto completando le verifiche su queste nuove funzionalità e ragionevolmente di ritorno dalle ferie riuscirò a mettere in linea la nuova versione.

Aggiornamento del 26/02/2014

Ho messo in linea la versione annunciata nel precedente post e si trova nella cartella BassMidi con il nome bassmididrv.zip; contiene anche le ultime versioni delle dll di supporto necessarie, per cui è molto facile sostituirle. Inoltre nella cartella 22062014 ho caricato l’ultima versione dei soundfont che utilizzo; la dimensione adesso è intorno ad 1Gb in quanto ho cercato di ottimizzare alcuni strumenti riducendo la dimensione dei campioni e risistemando i loop in modo comunque da non perdere qualità del suono. Come al solito ho fatto anche alcune modifiche sui tempi di hold, decay e di modulation. Ricopiate anche in file .REG in quanto sono stati rigenerati in base alle ultime modifiche. Nel frattempo ho cancellato il soundfont MySoundFont.zip presente in quella cartella, ormai troppo “vecchio”.

Vi lascio anche Smile un link per una  Donazione tramite PayPal nel caso in cui vogliate contribuire al lavoro già fatto e per tutti i futuri sviluppi delle varie componenti citate in questo blog

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Recentemente, girando per la rete alla ricerca di migliorare I suoni dei file MIDI prodotti da Windows, ho trovato un post interessante in cui l’autore illustra come configurare l’arcinoto VanBasco per utilizzare il prezioso Hyper Canvas di Roland, al fine di ottenere un suono più articolato e reale, meno “elettronico” rispetto a quello che anche le ultime versione di Windows sono in grado di riprodurre.

L’articolo è fatto molto bene ma presuppone comunque l’acquisto di Hyper Canvas, che si trova sul mercato a circa 200€; si tratta di un prezzo ragionevole data la qualità del prodotto, considerando anche che incorpora effetti come Reverb e Chorus, comunque presenti in quasi tutti I mixer, e ha la possibilità di regolare separatemente il volume e il “pan” dei singoli strumenti all’interno di una traccia; più altre opzioni che normalmente in una situazione “live” non è praticamente possibile modificare in tempo reale tra una canzone e l’altra.

L’obiettivo di questo articolo quindi è quello di ottenere la massima qualità possibile dalla riproduzione dei file MIDI da Windows senza l’usilio di componenti (e €) aggiuntivi …

Non sto a dilungarmi su come viene “tradotto” in musica un file che contiene la definizione degli strumenti e le relative note, ma praticamente nella stragrande maggioranza dei casi il sintetizzatore di suoni carica in memoria un file (detto banco) contenente gli strumenti e i loro suoni.  Il sintetizzatore  predefinito di Windows si chiama “Microsoft GS Wavetable Synth”, che carica un banco il cui nome è GM.DLS (GM= General Midi); la qualità del primo non dovrebbe destare dubbi, visto che il produttore è Roland stessa … Smile

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ma la dimensione del file GM.DLS, circa 3.3MB, è decisamente scarsa per ottenere un suono gradevole dai midi, e per molti di essi il risultato è decisamente scarso: è necessario utilizzare un file .DLS di almeno 30Mb circa per iniziare ad avere risultati interessanti, e naturalmente maggiore è la dimensione migliore è il risultato ottenuto, ma sono necessarie anche più risorse di sistema per uana corretta gestione del banco.

Il file GM.DLS si trova nella cartella C:\Windows\system32\drivers ed è sufficiente sostituirlo con uno di dimensioni maggiori, sia in Windows XP che Vista e Windows 7; nel caso si stiano usando le versioni a 64Bit dei vari sistemi operativi deve essere sostituito anche il file GM.DLS nella cartella C:\Windows\SysWow64\drivers (la SysWow64 contiene le componenti a 32Bit installate su un sistema operativo a 64Bit). Occorre fare attenzione in Windows XP in quanto il “Windows File Protection” rimpiazzerà immediatamente il nuovo file con quello originale da 3.3Mb; per evitare questo occore copiare prima il nuovo file nella cartella C:\windows\system32\dllcache (normalmente nascosta) e poi nella cartella opportuna. A questo punto ogni tanto apparirà un messaggio che avverte che uno dei file di sistema non è quello originale e se si desidera rimpiazzarlo con quello presente nel CD di installazione; a questo punto potete disabilitare il Windows File Protection oppure passare a Windows 7 Smile

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Come si vede dall’immagine nel mio caso il file GM.DLS è di circa 57MB (e lo trovate qui), quello che sto provando adesso, ma nella cartella ci sono altri file  pronti per essere rinominati.

Il consiglio è quello di provare I vari file .DLS che trovate con la vostra playlist, onde evitare che su alcuni MIDI il risultato sia pessimo, come mi è capitato con il file da 86Mb su una base di Generale Sad smile. Un’altro set che si potrebbe provare è Fury da circa 25Mb.

Fatto questo lo step successivo potrebbe essere quello di utilizzare dei sintetizzatori software evoluti (tipo Hyper Canvas), che hanno diversi parametri di configurazione, possono fornire effetti preconfigurati, ma soprattutto usando i banchi dei suoni in formato .SF2, che ad oggi sono i più diffusi e i più facili da trovare in rete; la loro configurazione è molto più complicata ed è più difficile torvare un settaggio ottimale … il rischio in questo caso è di trovarsi con il MIDI che gracchia o che si interrompe… prossimamente un aggiornamento su questo argomento

 

AGGIORNAMENTO DEL 26/04/2010

Giocando con i vari Sound Font e strumenti, con un po’ di copia e incolla e altri interventi, ho realizzando un banco .DLS un po’ più corposo di quelli citati in precedenza, con strumenti un po’ più articolati e completi, milgiore di quelli citati sopra: lo trovate qui.

Se avete voglia di fare ulteriori prove mandatemi dei feedback

AGGIORNAMENTO AL 20/08/2011

Chiedo scusa per i problemi di download di uno dei file ma proprio non riesco a capire l’origine del disguido: cercherò di rispondere ad ognuno di voi cercando di inviare il singolo file. Nel frattempo il file da 57Mb rappresenta già una buona evoluzione rispetto allo standard, e comunque ancor meno ribotico del suono fornito da Sound Canvas

Ritornate ancora sul blog, prossimamente scriverò un muovo articolo evoluzione di questo, dedicato all’uso di Timidity come sintetizzatore MIDI in combinazione con dei buoni soundfont; anche in questo caso non bisogna versare un € ma solo un po’ di pazienza

 

AGGIORNAMENTO AL 22/10/2011

Come anticipato nei giorni scorsi in risposta ad un utente che segnalava ancora problemi di download di uno dei file del SoundFont di dimensioni maggiori, ho appena completato un nuovo file .DLS di circa 185Mb, che ha un livello di qualità decisamente migliore, anche di quello di dimensioni superiori che fino ad ora a causato vari problemi di download. L’ho ottenuto partendo da alcuni banchi .SF2 che normalmente uso con Timidity o BassMidi, e potete trovarlo nel formato 7 Zip in questa directory.

Per ora sono riuscito a provarlo solo in cuffia … l’impressione è che potebbero esserci i vari DrumKit un po’ in evidenza rispetto agli altri strumenti.

Inviatemi un feedback appena riuscite a provarlo.

AGGIORNAMENTO DEL 07/06/2012

Se vi può interessare in questo post trovate un ulteriore “evoluzione” nella riproduzione dei MIDI, con suoni paragonabili a diversi campionatori hardware (e anche migliore).